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Mary Crow Dog Sioux/Lakota Sicangu

Quando Partorii mio figlio durante l'occupazione di Wounded Knee mi diedero un nome speciale: Ohitika Win, Donna coraggiosa, e mi legarono una piccola piuma d'aquila fra i capelli, intonando per me canti dei cuori impavidi. Sono una donna della nazione Rossa, una donna Sioux. E non è una cosa facile.   Ebbi il mio primo figlio durante uno scontro  a fuoco, mentre i proiettili entravano da una parte e uscivano dall'altra. Quando il mio bambino aveva soltanto un giorno di vita e i federali ci attaccarono sul serio, lo avvolsi in una coperta e cominciai a correre.

Custer è morto per i vostri peccati

Se si passa in rassegna la vastissima letteratura di questo secolo che fa riferimento agli indiani d'America non si può non notare che una sorta di nevrosi all'intemo della cultura occidentale impedisca di rapportare l‘indiano alla sua realtà presente. Per definizione, appartiene ad un tempo remoto, è sepolto dai fantasmi del passato. Gli indiani di oggi risultano troppo irreali, pittoreschi. «non adeguati ai tempi» per essere presi in seria considerazione.

Il respiro del sacro

Miti e riti della sacra pipa di Flavia Busatta
Ricerca etnostorica sulle forme mistiche, religiose e spirituali della ritualità della Sacra Pipat, attraverso la sua evoluzione dai tempi precolombiani alla New Age: descrizione del rito che forse più di ogni altro ha permesso all'identità indiana di sopravvivere a cinque secoli di conquista.
 
Il respiro del Sacro, miti e riti della sacra pipa - F. Busatta

L’anima dell’indiano

Questo libro è unico tra le molte introduzioni alla civiltà degli indiani d’America, innanzitutto perché non lo scrisse un antropologo ma un indiano, un Sioux cresciuto negli anni tragici in cui si compiva il massacro della sua gente. Eastman però conobbe molto bene anche il mondo dei bianchi: dopo aver raggiunto il dottorato in medicina all’Università di Boston, a lungo si dedicò alla vana impresa di fare intendere alle autorità americane le ragioni degli indiani.

'Italiani e Indiani'

'La straordinaria storia del Conte Carlo camillo di Rudio (Belluno 1832 Los Angeles 1910) sembrerebbe frutto della mente di un romanziere , se la documentazione storica non ne rivendicasse con tutta la drammaticità degli episodi di cui fu protagonista la piena autenticità.

Idle No More

tradotto da alessandra maugeri

Lo scorso 10 dicembre in tutto il Canada si sono mobilitate migliaia di persone  sotto lo slogan Idle No More (Non saremo più inattivi) per protestare contro gli effetti delle politiche governative, esistenti e ventilate, sulle popolazioni native canadesi.

 

I Popoli delle Grandi Pianure

L’area delle Grandi Pianure, che ancora nel XIX secolo era vista dai Bianchi come “il Grande Deserto Americano”, prima dell’arrivo degli Europei, era abitata da gruppi seminomadi che trovavano nell’agricoltura e nella selvaggina le proprie economie di sussistenza. Queste zone iniziarono a popolarsi dopo il 1300, quando una lunga siccità costrinse popolazioni stanziate ai suoi margini, ad addentrarsi nelle sconfinate distese di erbe alte, a partire dai Pawnee provenienti dal Texas, e dai Wichita e i Mandan.

Rappresentazioni simboliche dei ruoli sessuali nella Danza di Guerra delle Pianure

fonti: Black Bear B sr, Theitz, R.D., Songs and Dances of teh Lakota, Rosebud, SD, 1976;Powers M.N., Oglala Women in Myth, Ritual and Reality, Chicago,IL, 1986; Powers W.K. “Contemporary Oglala Music and Dance: Pan-Indianism versus Pan-Tetonism”, Ethmomusicology 12 (3) 1968; Theisz R.D., ” The Contemporary Tradition Style of Lakota”, American Indian Crafts and Culture 8 (6) 1974; Wisler C., “General Discussion of Shamanistic and Dancing Societies”, American Museum of Natural History Antropological Papers, Washington, DC,1916

I nomi indiani – Charles Eastman (1858-1939) Sioux Santee

I nomi indiani erano nomignoli caratteristici dati con spirito giocoso, oppure traevano origini delle gesta compiute o dalle circostanze della nascita o ancora avevano singificato religioso e simbolico. E’ stato detto che quando un bambino viene al mondo, certe fatalità o apparizioni insolite determinano il suo nome. A volte è così, ma questa non è la regola. Un uomo di forte carattere che si sia distinto in guerra porta di solito il nome del bufalo o dell’orso, del fulmine o di un’altra terrificante forza naturale.  Uno di indole più mite può chiamarsi Uccello Veloce o Cielo Azzurro.

Religione

La religione per i Nativi d’America era ed è molto importante.

“L’atteggiamento originario dell’indiano d’America verso il “Grande mistero” che ci circonda e ci avvolge era ed è tanto semplice quanto elevato. Il culto del ”Grande mistero” era silenzioso, solitario, scevro da ogni egoismo.

Era silenzioso, perché ogni parola è necessariamente debole e imperfetta; perciò le anime degli antenati si innalzavano in muta venerazione.

Lettera inviata nel 1855 al presidente degli Stati Uniti Franklin Pierse dal capo Sealth della tribù Duwanish

Il grande capo che Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli non ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucile a prendere la nostra terra. Quello che dice capo indiano Seattle, il grande capo di Washington

Organizzazione sociale degli Oglala (Lakota)

Prima dell’arrivo dei bianchi i Lakota non avevano capi tribali.
I loro leader erano i personaggi più importanti dei gruppi totemici affini
e, a meno che fossero appoggiati da consistenti gruppi, non avevano
molta autorità all’interno della tribù.
Una famiglia aveva nomi che si rifacevano all’orso, altre al bisonte, altre
ancora all’anatra. Gli Oglala e gli altri Lakota hanno sempre affermato
che il sistema dei capi tribali e dei grandi capi non apparteneva alla loro
organizzazione, e che fu imposto dal governo degli Stati Uniti.

L’economia Primitiva

L’economia primitiva, come ogni economia, è destinata a soddisfare dei bisogni. Nel mondo indiano ogni unità di produzione, vale a dire una famiglia, non ha bisogno degli altri, per mantenersi, tranne nel periodo delle grandi cacce. La sua produzione non va oltre i suoi bisogni; in effetti l’indiano, allorché giudica che i suoi bisogni sono appagati, cessa ogni attività di produzione. L’indiano rispetta la natura e controlla l’ambiente in cui vive, non per accumulare beni che gli sarebbero inutili, ma per soddisfare i suoi bi-sogni.

Un’organizzazione esclusiva Cheyenne

La gilda femminile, un’organizzazione tribale che è specifica dei Cheyenne, venne formata prima della migrazione meridionale dei Cheyenne e dell’invasione americana dell’area delle Pianure. Un gruppo di donne si riuniva e formava una società con lo scopo di fare un certo lavoro in comune. Le donne erano molto selettive sugli standard di partecipazione e di capacità manuale a cui ci si attiene ancora religiosamente.

Cheyenne

I Cheyenne sono un popolo Nativo Nord Americano appartenente al ceppo linguistico Algonchino, insieme agli Arapaho, Blackfoot, Cree, Objibwa, Sauk, Shoshoni, Delavary, Moicani, e altri. Nome con il quale sono conosciuti oggi, deriva dalla parola Sioux iyena-sha (“rosso di lingua”, cioè, parlano un linguaggio incomprensibile). I Cheyenne chiamano se stessi tsitsistas. L’interpretazione di questa espressione non è chiara. Alcuni tendono a ravvicinare la traduzione come “coloro che appartengono a noi”, o “quelli che sono come noi”. Altri lo interpretano come “coloro che sono qui”.

Tsimshian

TSIMSHIAN

popolo del Totem

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