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Il tipi nell'era del bisonte

Il tipi nell'era del bisonte

Come erano fatti i tipi, lining, ozan, picchetti, pins nei tempi del bisonte...........

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Gli arredi del Tipi

Gli arredi del tepee prima delle riserve

Come era arredato il tepee nel periodo prima delle riserve? Come era fatto il lining, un poggiaschiena? Dove erano posizionati lo scudo, le armi? Come era fatto il pavimento e dove era posizionato il fuoco?

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Come fare i mocassini degli Indiani delle Pianure

1. Disegnate il contorno del vostro piede più grande.Tutti hanno un piede leggermente più grande dell’altro. generalmente è il destro. Fate andare la matita su e giù tenendola dritta e caricando il vostro peso sul piede per tracciarne meglio il contorno e averne la misura intera. Prima di alzare il piede, prendete la misura sopra il collo del piede con una striscia di carta dal pavimento sul collo del piede e poi giù al pavimento di nuovo. Aggiungete cm 1 a questa misura e mettete da parte,per il momento, questa striscia A.

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Storia degli Indiani d'America

Prima dell'arrivo dell'uomo bianco, l'America del Nord era in una situazione ecologica equilibrata. In pochi secoli le immense foreste all'est del Mississippi sono state distrutte, vallate e colline dissodate. La savana erbosa che si stendeva fino ai piedi delle Montagne Rocciose ha fatto posto a campi di mais e di grano. Certi mammiferi e certi uccelli sono progressivamente scomparsi'. Infine, l'uomo bianco ha tentato di sterminare "l'uomo rosso", che rappresentava un ostacolo a tutte queste distruzioni.

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Il tipi - la casa tipica degli Indiani del Nord America

L'abitazione tipica degli indiani e Pianure, una tenda conica di e, è oggi chiamata usualmente tipi, una parola Sioux composta da ti 'abitare" e pì, "usato per viverci dentro", particolarmente adatta alla nomade che essi conducevano cacciare il bisonte.

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Tipi

Ai margini delle praterie – estesa steppa erbosa che si estende tra ilfiume Mississipi e le montagne rocciose – abitavano originariamente i cacciatori e agricoltori, avi degli Indiani delle praterie. Il cavallo non esisteva nel Nuovo Mondo, e fu lì introdotto con l’arrivo degli Spagnoli. L’uso di questo animale cambiò radicalmente la vita degli indigeni. Iniziarono ad addomesticare i cavalli selvaggi, con i quali impararono a convivere velocemente, diventando conseguentemente un popolo nomade.

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Uomo bianco scomparirai

Nessuno può fabbricare una cultura. Una cultura non si fabbrica. Non si fabbrica una nazione, non si fabbrica una tribù. E' il Grande Spirito che lo fa. Succede perché la gente vive insieme, perché deve sopravvivere. E' questo che crea una cultura, una nazione, una tribù. E' qualcosa che ti viene dato. E tu lo accetti; non lo fabbrichi. Che cosa è una tribù? Non sono i riti e i costumi. E' il rapporto tra esseri umani che vivono insieme, che sono insieme nel modo in cui si esprimono. E se tu non sei nulla puoi essere qualsiasi cosa.

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Scritti e racconti degli indiani americani

Nessun libro sugli Indiani è come questo: è la prima antologia che sia veramente comprensiva di tutti i loro problemi. Steiner e Hill Witt hanno svolto il più grande lavoro di compilazione di documenti tratti da fonti originali che sia mai stato compiuto.
Il testo contiene materiale inedito di autori indiani, scrittori e poeti pieni di talento che appaiono per la prima volta sulla scena letteraria. Incontrerete alcuni di questi nomi in futuro, quando la letteratura indiana si svilupperà.

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Mary Crow Dog Sioux/Lakota Sicangu

Quando Partorii mio figlio durante l'occupazione di Wounded Knee mi diedero un nome speciale: Ohitika Win, Donna coraggiosa, e mi legarono una piccola piuma d'aquila fra i capelli, intonando per me canti dei cuori impavidi. Sono una donna della nazione Rossa, una donna Sioux. E non è una cosa facile.   Ebbi il mio primo figlio durante uno scontro  a fuoco, mentre i proiettili entravano da una parte e uscivano dall'altra. Quando il mio bambino aveva soltanto un giorno di vita e i federali ci attaccarono sul serio, lo avvolsi in una coperta e cominciai a correre.

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Custer è morto per i vostri peccati

Se si passa in rassegna la vastissima letteratura di questo secolo che fa riferimento agli indiani d'America non si può non notare che una sorta di nevrosi all'intemo della cultura occidentale impedisca di rapportare l‘indiano alla sua realtà presente. Per definizione, appartiene ad un tempo remoto, è sepolto dai fantasmi del passato. Gli indiani di oggi risultano troppo irreali, pittoreschi. «non adeguati ai tempi» per essere presi in seria considerazione.

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Il respiro del sacro

Miti e riti della sacra pipa di Flavia Busatta
Ricerca etnostorica sulle forme mistiche, religiose e spirituali della ritualità della Sacra Pipat, attraverso la sua evoluzione dai tempi precolombiani alla New Age: descrizione del rito che forse più di ogni altro ha permesso all'identità indiana di sopravvivere a cinque secoli di conquista.
 
Il respiro del Sacro, miti e riti della sacra pipa - F. Busatta
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L’anima dell’indiano

Questo libro è unico tra le molte introduzioni alla civiltà degli indiani d’America, innanzitutto perché non lo scrisse un antropologo ma un indiano, un Sioux cresciuto negli anni tragici in cui si compiva il massacro della sua gente. Eastman però conobbe molto bene anche il mondo dei bianchi: dopo aver raggiunto il dottorato in medicina all’Università di Boston, a lungo si dedicò alla vana impresa di fare intendere alle autorità americane le ragioni degli indiani.

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'Italiani e Indiani'

'La straordinaria storia del Conte Carlo camillo di Rudio (Belluno 1832 Los Angeles 1910) sembrerebbe frutto della mente di un romanziere , se la documentazione storica non ne rivendicasse con tutta la drammaticità degli episodi di cui fu protagonista la piena autenticità.

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Idle No More

tradotto da alessandra maugeri

Lo scorso 10 dicembre in tutto il Canada si sono mobilitate migliaia di persone  sotto lo slogan Idle No More (Non saremo più inattivi) per protestare contro gli effetti delle politiche governative, esistenti e ventilate, sulle popolazioni native canadesi.

 

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I Popoli delle Grandi Pianure

L’area delle Grandi Pianure, che ancora nel XIX secolo era vista dai Bianchi come “il Grande Deserto Americano”, prima dell’arrivo degli Europei, era abitata da gruppi seminomadi che trovavano nell’agricoltura e nella selvaggina le proprie economie di sussistenza. Queste zone iniziarono a popolarsi dopo il 1300, quando una lunga siccità costrinse popolazioni stanziate ai suoi margini, ad addentrarsi nelle sconfinate distese di erbe alte, a partire dai Pawnee provenienti dal Texas, e dai Wichita e i Mandan.

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Rappresentazioni simboliche dei ruoli sessuali nella Danza di Guerra delle Pianure

fonti: Black Bear B sr, Theitz, R.D., Songs and Dances of teh Lakota, Rosebud, SD, 1976;Powers M.N., Oglala Women in Myth, Ritual and Reality, Chicago,IL, 1986; Powers W.K. “Contemporary Oglala Music and Dance: Pan-Indianism versus Pan-Tetonism”, Ethmomusicology 12 (3) 1968; Theisz R.D., ” The Contemporary Tradition Style of Lakota”, American Indian Crafts and Culture 8 (6) 1974; Wisler C., “General Discussion of Shamanistic and Dancing Societies”, American Museum of Natural History Antropological Papers, Washington, DC,1916

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I nomi indiani – Charles Eastman (1858-1939) Sioux Santee

I nomi indiani erano nomignoli caratteristici dati con spirito giocoso, oppure traevano origini delle gesta compiute o dalle circostanze della nascita o ancora avevano singificato religioso e simbolico. E’ stato detto che quando un bambino viene al mondo, certe fatalità o apparizioni insolite determinano il suo nome. A volte è così, ma questa non è la regola. Un uomo di forte carattere che si sia distinto in guerra porta di solito il nome del bufalo o dell’orso, del fulmine o di un’altra terrificante forza naturale.  Uno di indole più mite può chiamarsi Uccello Veloce o Cielo Azzurro.

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Religione

La religione per i Nativi d’America era ed è molto importante.

“L’atteggiamento originario dell’indiano d’America verso il “Grande mistero” che ci circonda e ci avvolge era ed è tanto semplice quanto elevato. Il culto del ”Grande mistero” era silenzioso, solitario, scevro da ogni egoismo.

Era silenzioso, perché ogni parola è necessariamente debole e imperfetta; perciò le anime degli antenati si innalzavano in muta venerazione.

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Lettera inviata nel 1855 al presidente degli Stati Uniti Franklin Pierse dal capo Sealth della tribù Duwanish

Il grande capo che Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli non ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucile a prendere la nostra terra. Quello che dice capo indiano Seattle, il grande capo di Washington

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