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Rappresentazioni simboliche dei ruoli sessuali nella Danza di Guerra delle Pianure

fonti: Black Bear B sr, Theitz, R.D., Songs and Dances of teh Lakota, Rosebud, SD, 1976;Powers M.N., Oglala Women in Myth, Ritual and Reality, Chicago,IL, 1986; Powers W.K. “Contemporary Oglala Music and Dance: Pan-Indianism versus Pan-Tetonism”, Ethmomusicology 12 (3) 1968; Theisz R.D., ” The Contemporary Tradition Style of Lakota”, American Indian Crafts and Culture 8 (6) 1974; Wisler C., “General Discussion of Shamanistic and Dancing Societies”, American Museum of Natural History Antropological Papers, Washington, DC,1916

(articolo tratto dalla rivista Hako 2000, Marla N. Powers)

Raramente gli antropologi si sono concentrati sulle danza femminile delle Grandi Pianure, soprattutto perché i danzatori mostrano coreografie più spettacolari. In questa sede mostrerò come invece si è sviluppato il powwow degli Oglala di Pine  Ridge, South Dakota e in che modo i cambiamenti e le minacce alla struttura sociale e all’identità culturale Oglala da parte della società  americana nel suo complesso trovano espressione simbolica nell’arena di danza in grandi eventi pubblici come powwow.

Questi cambiamenti si riflettono soprattutto nell’occupazione dello spazio rituale, che tradizionalmente era molto differenziato sessualmente nella società oglala, come in altre società indiane. Durante il periodo precedente alle riserve, per esempio, e nel primo periodo delle riserve, fino agli anni 1940, i danzatori eseguivano passi complicati in un movimento a stile libero danzando in senso antiorario  intorno a un palo centrale in un’arena circondata da posti  per gli spettatori coperti da una tettoia di frasche. Le donne, invece, danzavano sul posto con un leggero movimento saltellante punta-tacco, muovendosi appena su un asse da sinistra e poi a destra ogni volta facendo un passo indietro al centro, senza muoversi mai veramente lateralmente, in avanti o all’indietro. Oltre a ciò, mentre i maschi occupavano alla lettera ogni parte dell’arena, la donne erano ristrette sul perimetro esterno.Vedremo come lo spazio occupato nell’arena e la libertà  di movimento siano drasticamente cambiati per le donne, ma non per gli uomini. Tuttavia, mentre i costumi femminili restavano relativamente gli stessi, gli uomini cambiavano con grande rapidità e parecchie volte costumi e coreografie.

Prima di discutere i cambiamenti, vale la pena di tracciare una breve storia di questa danza di guerra o Danza dell’Erba, che ebbe origine presso i Pawnee con il nome di Irushka, che si riferiva alla particolare acconciatura a cresta in pelo di cervo e porcospino  e una penna d’aquila ritta al centro, che simboleggiava, nel nome,  l’uomo “in mezzo al fuoco”. Il valore simbolico venne perso, ma l’acconciatura resta ancora un elemento essenziale del costume di questa danza, cui i Lakota aggiunsero due penne ritte al posto di una sola. Gli Omaha avevano adottato una cintura su cui erano legate trecce d’erba, che simboleggiavano gli scalpi della cintura originale e diffusero la danza nelle Pianure; perciò i Lakota, tra cui gli Oglala, che presero la danza dagli Omaha, la chiamarono danza Omaha o danza dell’Erba (Grass Dance). Inizialmente i danzatori muovevano soprattutto la testa e la spalle e non facevano molto lavoro di piedi, secondo lo stile chiamato “dritto” (straight dance) in Oklahoma, mentre le donne si alzavano su e giù ai bordi dell’arena. Alla fine della canzone i suonatori facevano un brevissimo stacco e poi riprendevano la “coda” della canzone, danzata da un guerriero scelto per la sua abilità. Nelle pause vi era il give away, doni di cavalli, coperte e tabacco, mentre uno degli aspetti più importanti della festa in occasione della Grass Dance era la danza serale intorno alla pentola di stufato di cane da distribuire tra i più anziani. Anche se la danza ha perduto gran parte dei suoi aspetti simbolici, è  ballata ancora da tutte le tribù delle Pianure, che la chiamano ancora Grass Dance.

Durante il periodo iniziale delle riserve fino e fino agli 1940 gli Indiani non potevano uscire dalle riserve senza permesso e sapevano poco del mondo esterno. Privati della libertà economica e politica, gli Oglala non avevano letteralmente nulla da fare e passavano il tempo a decorare in modo sempre più barocco i costumi da danza. La seconda guerra mondiale portò gli Oglala fuori dalle riserve ancor di più della prima e, soprattutto, a conoscere bianchi; negli anni Cinquanta, però, cominciò il contatto con gli altri indiani, in particolare quelli dell’Oklahoma. La danza di Guerra venne resa ancora più popolare dai gruppi di danzatori negli show per turisti fuori dalle riserve e si differenziò secondo stili regionali. I passi elaborati dell’Oklahoma furono popolari a Pine Ridge a metà degli anni Cinquanta, ma negli anni Sessanta giunse dal Nord Dakota e dal Canada lo Stile Settentrionale, che faceva presa soprattutto sui giovani. Alla fine degli anni Sessanta e negli anni Settanta, comunque, il movimento per i diritti civili degli afroamericani e degli ispanici influenzò molto gli indiani, che cominciarono a organizzarsi politicamente e a promuovere programmi di difesa dell’identità tribale. Sorse lo stile “Nuovo Sioux” , un misto degli stili dell’Oklahoma, del Nord Dakota e “Sioux” Tradizionale, mentre negli anni Ottanta gli uomini tornavano a costumi che ricordavano quelli d’inizio secolo. Tra le donne, al costume tradizionale di pelle, con mocassini, gambali, coperta o scialle e capelli in due trecce, negli anni Sessanta venne aggiunto, proveniente dal Nord Dakota, un costume con abito più corto, stivali “crow” e manipolazione dello scialle in un passo veloce e molto più estroverso. Negli anni Ottanta i costumi femminili diventarono ancora più stravaganti, con grandi giochi ricamati di perline sulle spalle, mentre dalle Pianure canadesi arrivava il jingle dress, un abito di stoffa ornato di conetti di latta, che risuonano nei veloci passi di danza.

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Fino agli anni Quaranta le donne restavano ai bordi dell’arena, mentre gli uomini danzavano in senso anti orario intorno al palo centrale. Dopo il 1955 vediamo il primo drammatico cambiamento nella danza femminile, quando le donne cominciano a muoversi in una danza libera “dritta” (Staight dance) in direzione opposta agli uomini anche se restano ancora ai bordi. Man mano si allontanano dal perimentro e cominciano a danzare tra il palo centrale e gli uomini: negli anni settanta le donne hanno infiltrato gli uomini, che continuano  a danzare sempre in senso antiorario, ma si trovano in parte spinti verso il perimetro esterno, mentre le donne danzano in senso orario tra il gruppo vicino al palo centrale e quello esterno maschile. Vale la pena di ricordare che gli anni settenta furono il periodo dell’occupazione del Wounded Knee da parte dell’American Indian Movement e sono ricordati come “Wojapi” (tutto mescolato), gli anni più distruttivi della riserva. Attualmente le donne occupano due posizioni: mentre continuano  a danzare tra gli uomini, si sono anche mosse all’indietro verso i bordi dell’arena, dove eseguono il vecchio passo saltellante Grass Dance originale.

I concetti di tradizionale e moderno sono categorie ideali e idealizzate e le donne Oglala più attive che mantengono ruoli dirigenti sono perfettamente in grado di vivere all’interno di ciascuna categoria, spesso muovendo a seconda della situazione dal tradizionale al moderno. Comunque, mentre i ruoli moglie e madre hanno un grande valore, molte donne tradizionaliste sono in grado di muoversi tra posizioni importanti per gli euroamericani (come giudice del tribunale tribale Oglala Sioux, tesoriere del Consiglio Tribale, direttore del Lakota Oglala College, ecc.) e posizioni di prestigio tradizionale, come mogli e madri, senza conflitto. Oltre a ciò, tutte possono detenere posizioni importanti non legate al loro ruolo riproduttivo senza diminuire il loro status come donne. Queste stesse opzioni non sono altrettanto valide per i maschi Oglala. Quelli che occupano posizioni importanti nel Consiglio Tribale, per esempio, di solito sono criticati perchè si comportano da bianchi, cioè sono accusati di non saper parlare la lingua tribale (che sia vero o no) di sfruttare amici e parenti, rubare dal tesoro tribale, intascare fondi federali, ecc.  a dispetto del fatto che la loro partecipazione alla politica possa essere beneficio per la tribù. Olte a ciò, in contrasto con le donne, che hanno continuato a mantenere il loro ruolo tradizionale, ci sono relativamente poche opzioni tradizionali a tempo pieno per gli uomini, in seguito al contatto con gli europei. Infatti, molti dei ruoli economici maschili tradizionali sono stati usurpati dai progarmmi federali welfare. E’ stato ampiamente dimostrato che, durante il processo di formazione delle riserve, gli uomini sono stati spogliati delle loro responsabilità politiche ed economiche, mentre le donne continuavano ad essere mogli e madri. Quello che non è stato ben capito, però, è che tutte le nuove posizioni create per gli indiani dall’Indian Reorganization Act del 1934 e tutti i posti nelle burocrazie che hanno fornito servizi agli Oglala tra 1934 a oggi, erano e sono aperti sia agli uomini che alle donne. Naturalmente gli uomini occupavano all’inizio la maggior parte dei posti della burocrazia federale, e le relazioni tradizionali tra i sessi continuarono a esistere per un pò. Il cambiamento più importante avvenne con l’istruzione: prima del 1934 gli indiani erano totalmente segregati per sesso, soprattutto attraverso le scuole missionarie, come la Missione del Santo Rosario di Pine Ridge, fondata nel 1888 dai gesuiti tedeschi. Agli uomini erano insegnati mestieri come calzolaio, il fornaio, il falegname, l’agricoltore, ecc., mente alle donne erano insegnate le virtù domestiche. Molte però imparavano anche a diventare  dattilografe, segretarie, infermiere, ecc. Con l’Indian Reorganization Act le scuole divennero laiche e si liberalizzarono: nelle scuole federali le stesse materie accademiche erano insegante a maschi e femmine, ma le donne con questa nuova apertura, più l’addestramento domestico, diventavano più qualificate per i lavori amministrativi degli uomini, che continuavano a essere istruiti  nei lavori manuali.

Così gli uomini, con il passare del tempo, trovarono meno posti di lavoro delle donne, mentre le madri d’oggi, come conseguenza, coltivano maggiori aspirazioni per le figlie che per i figli.

In sostanza dal 1934 a oggi, la cultura Oglala subì notevoli combiamenti, che incisero sui ruoli sessuali e sulla cultura sociale. Gli uomini, che tradizionalmente erano meno limitati delle donne, vennero privati sempre più della loro indipendenza politica e economica. Le donne che, al contrario, tradizionalmente erano socialmente più limitate, ricevettero una nuova indipendenza, in parte basata su opportunità educative che ebbero come conseguenza una maggiore indipendenza politica e economica. Questi rapporti mutati si sono manifestati nello spazio della danza. Naturalmente, la danza di guerra è il perfetto spazio rituale in cui eseguire rappresentazioni simboliche di rapporti sociali che sono reali e significativi per gli indiani. Per la prima cosa, la danza di Guerra è un evento pubblico, aperto a tutti, indiani e bianchi. Come tale, serve da forum per la continuità e il cambiamento. Secondo, è uno spazio secolare, non religioso, e quindi facilita lo scambio di idee tra le tribù, compresi gli stili di danza e i costumi, senza tema di violare la dottrina religiosa. La danza di Guerra, nel contesto del powow, è indiana e sicura. Infine, l’esecuzione rituale è implicitamente permissiva: permette alla gente di fare nell’arena di danza cose che non farebbero nel contesto quotidiano e le nuove libertà per le donne non solo sono appoggiate, ma promosse e le loro ideologie vengono presentate in questo sfoggio pubblico di egualianza. Le donne recitano nell’esecuzione della Danza di Guerra non solo la storia dei loro rapporti con gli uomini, ma anche il loro relativo successo nell’assumersi buona parte dei lavori amministrativi della riserva.

N.D.R. abbiamo mantenuto la parola “costumi” come dall’articolo originale: vi preghiamo di sostituirla con la parola “abiti” più gradita ai Nativi Am. e più corretta per il significato stesso.