Custom Web Page Buttons
by Free-Web-Buttons.com v2.
RICETTE DI CUCINA
La carne
essiccata
Gli
Indiani non facevano nulla per il futuro se non prepararsi per
l’inverno. Nei
villaggi si vedevano dappertutto le rastrelliere con la carne
essiccata. Da
qualunque pezzo di carne si può ricavare la carne secca. Gli Indiani
tagliavano
la carne seguendo i contorni naturali e gli strati dei muscoli; non la
tagliavano diagonalmente e non segavano le ossa come fanno i bianchi.
La carne
secca ha il vantaggio di essere molto leggera, nutriente e molto
buona.
Oggi, la carne essiccata si può comprare nei supermercati (degli Stati
Uniti)
sotto il nome di “jerky”,.Però non ha tutti i valori nutritivi come la
vera
carne essiccata indiana che non contiene né sali, né additivi aggiunti.
I
Lakota facevano il ba’pa (carne essiccata in lingua Lakota) essiccando
le
strisce di carne al sole. Per fare il
ba’pa occorre un coltello da macellaio molto affilato. Dapprima
tagliate dritto attraverso il centro
del pezzo di carne (circa di mezzo chilo), fermandovi pochi millimetri
prima di
completare il taglio. Poi, il procedimento consiste praticamente nello
stendere
la carne prima da una parte poi dall’altra.
Non
scoraggiatevi se l’operazione è molto lunga. Per tenere le strisce
aperte
durante l’essiccatura si usavano degli spiedini di legno appuntiti. Le
strisce
venivano poi appese sui pali degli essiccatoi, alti a sufficienza perché
i cani
non potessero rubare la carne. Non preoccupatevi delle mosche: la carne
ha
spessore di pochi millimetri, e quindi non possono rovinarla, non
potendo
deporre le uova. L’essiccatura dura alcuni giorni. Durante la notte la
carne va
deposta su una tela, per proteggerla dall’umidità. Quando piove, la
carne va
appesa su uno spago, dentro il tepee. In questo caso viene affumicata.
La
ricetta odierna permette l’uso del forno e della carne bovina. La carne
(tagliata a strisce larghe 5 cm, lunghe minimo 10 cm e spesse qualche
millimetro) va salata e cosparsa di polvere di peperoncino. La carne va
lasciata nel forno, con porta socchiusa, per 24 ore a temperatura molto
bassa
(50- 70 C°). Talvolta, la carne secca viene mangiata così com’è, ma è
migliore
se cotta.
Pane fritto
(questo piatto è
tipico delle riserve)
25g
di
lievito di birra
200ml
di acqua tiepida
½ kg di
farina tipo 00
½
cucchiaino di sale
olio
per friggere
In
una
casseruola mettere dell’acqua tiepida e il lievito. Lasciare a
lievitare.
Aggiungere la farina con il sale e mescolare tutto bene. Versare
l’acqua e
mescolare nuovamente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Coprire
l’impasto con
un canovaccio pulito. Lasciare lievitare per due ore circa.
Dopo di
ché tagliare l’impasto a pezzi di 5cm x 5 cm circa. Cospargere il
tagliere di
farina. Dai pezzi dell’impasto facciamo delle piadine rotonde di 20 cm
di
diametro e ½ cm di spessore. Scaldiamo l’olio sulla padella. Quando è
ben
caldo, abbassare la fiamma e fare friggere la piadina lentamente. Quando
è
dorata da una parte, giratela e fatela dorare anche dall’ altro lato.
Spezzatino
di bisonte in crosta
di pane fritto
Ingredienti:
500 g di carne di
bisonte o manzo
4 patate
1 cipolla media
2 cucchiai di olio
sale
salsa di pomodoro o passata
l’impasto per il pane fritto
Scaldate
l'olio in una pentola, aggiungere le cipolle tritate e rosolate
per un paio di minuti. Aggiungete
la
carne lavata e tagliata a dadi. Salate. Quando la carne cambia il
colore fatela
andare a fuoco lento finchè diventa quasi tenera. Poi aggiungete la
passata e
cuocete per altri 30 minuti. (per fare uno stufato ci vogliono circa
due ore e
mezza, dipende dalla qualità della carne).
La crosta di pane fritto.
Un pizzico di zucchero dà al
pane un sapore delizioso e lo
rende più morbido. Preparate l’impasto per il pane fritto e lasciatelo
riposare
per 10 minuti. Poi stendetelo su uno stampo per il forno ricoperto con
la carta
da forno e
riempitelo con lo spezzatino,
coprite con la pasta stesa. Cuocere nel forno per circa 20 - 30 minuti.
Tante
altre ricette potete trovarle nel libro Gli Indiani delle Grandi
Pianure e il Tepee
|